Venerati maestri. Chi ha ucciso il giornalismo italiano?

Un morto scomodo e una pletora di potenziali assassini sono i protagonisti di un mistero atipico che per essere risolto dovrà necessariamente farsi viaggio di studio e di conoscenza. Solo partendo dalle origini del giornalismo, dalla nascita dei primi quotidiani italiani, passando per la “Guerra dei venti anni”, l’analisi dei rapporti internazionali sul livello di libertà di stampa in Italia, l’arrivo del giornalismo online, la presentazione di alcuni casi-studio, sarà infatti possibile una attenta lettura della scena del crimine, raccogliere gli indizi e stringere il cerchio intorno al colpevole. Chi ha ucciso il giornalismo italiano? Come in ogni giallo che si rispetti la risposta a questo quesito non sarà affatto scontata, né sufficiente a fugare il dubbio: e se si fosse sbagliato tutto, sin dall’inizio?

Chi ha ucciso il giornalismo italiano?

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Rina Brundu (M.A. in Contemporary Languages) is a writer, a publisher and an independent researcher. She spent 15 years in multinational companies in a managerial capacity and as a technical consultant, and has dedicated 25 years to field research in the internal areas of Sardinia (Italy). During the last decade she developed a strong interest in philosophical-scientific studies (with a focus on Quantum Physics), and has written several books dedicated to these areas of research. She also published the opera omnia of Italian linguist and glottologist Massimo Pittau (1921-2019), with whom she grew a long-term friendship. She currently resides in Ireland.

Rina Brundu – Scrittrice italiana, vive in Irlanda. Ha pubblicato i primi racconti nel periodo universitario. Il romanzo d’esordio, un giallo classico, è stato inserito nella lista dei 100 libri gialli italiani da leggere. Le sue regole per il giallo sono apparse in giornali, riviste, siti, e sono state tradotte in diverse lingue, così come i suoi saggi e gli articoli. In qualità di editrice ha coordinato convegni, organizzato premi letterari, ha pubblicato studi universitari, raccolte poetiche e l’opera omnia del linguista e glottologo Massimo Pittau (1921-2019), con cui ha stabilito un lungo sodalizio lavorativo, intellettuale e umano. Negli ultimi anni ha scritto saggi critici, ha sviluppato un forte interesse per le tematiche e le investigazioni filosofiche e scientifiche. Anima il sito www.rinabrundu.com.